A questo punto è una certezza, il cervello umano è andato in tilt in modo irreversibile. Il sistema capitalista dei consumi ha stravinto la guerra. Ci hanno convinto che la benzina, a 1,990 euro ed il gasolio a 2,190, sono un dono. Un regalo che i due colossi dei derivati del petrolio per la trazione, elargiscono al popolo. Hanno inculcato nel percepito della gente comune che a quei prezzi, acquistare carburante è un affare, un grande affare. Vorrei sollevare il pensiero a chi oggi ha soddisfatto il proprio ego, facendo il pieno al proprio mezzo di trasporto. Magari a quel lavoratore che deve usare il mezzo per recarsi giornalmente al lavoro, a chi volendo sfruttare l'ultimo sole decide di spostarsi su una spiaggia o a visitare una città. A chi è costretto a macinare Kilometri per una visita medica, un esame, assistere un parente ricoverato e perché no, scappare dalla solita routine per alcune ore di svago. Facciamo una semplice botta di conti. Un'ora di auto, solo di carburante a "buon mercato", equivale ad un'ora di lavoro. Centesimo più, centesimo meno. Per percorrere circa 60 km in un'ora, servono, con una piccola o media auto, circa 4 e passa litri di benzina, ben 8 euro di solo consumo vivo, tralasciando tutti gli altri costi di gestione, come ammortamento, manutenzione, assicurazione e sfighe varie. Per guadagnare 8 euro all'ora, ai nostri giorni, bisogna avere quello che è considerato un discreto lavoro. Infatti 180 ore mensili, moltiplicate per 8 euro, fanno una paga di
1.440 euro.
Ma quanto sono bravi, ci hanno convinto che lo fanno per noi, per farci stare meglio, con grandi, enormi sacrifici da parte loro.
Negli anni 60 ci hanno convinto ad usare l'auto, a farne uno status symbol e giù cambiali. Negli anni 70 hanno cercato di diffondere la falsa informazione che il petrolio stava finendo, che avremmo dovuto sacrificarci e trascorrere le domeniche a piedi. Poi capirono che a noi in fin dei conti piaceva pattinare, andare in bici, camminare e allora, come d'incanto, i carburanti ritornarono ad abbondare, a prezzo raddoppiato ovviamente. Poi alla fine degli anni 70 il gasolio diventò merce rara. Nei due anni precedenti era cambiato il parco auto, tante auto si erano trasformate in ticchettanti trattorini. Per non parlare di super bolli, a gravare su chi tentava di muoversi nel modo più economico possibile. Per anni ci hanno convinto che produrre benzina era più costoso che trasformare il petrolio in nafta. Ora la benzina ha un costo industriale inferiore. Non ci stiamo capendo più niente, ma loro sono buoni, per i prossimi 3/4 giorni ci sconteranno quei 10 centesimi e appagheranno il nostro senso di affare. Quando apriremo mai gli occhi? Quando capiremo che il sistema liberale e capitalista, basato esclusivamente sulla ricchezza, anzi sul miraggio della ricchezza, è sempre e solo a vantaggio di pochi? Fino a quando non ci sveglieremo, loro continueranno a manovrarci, ma con il nostro consenso, in un circolo virtuoso, solo per loro, dove la felicità la misuriamo unicamente quando tirano indietro di un millimetro, quel nodoso palo che da secoli, ci hanno infilato nel deretano sempre più profondamente. Almeno Dracula, l'impalatore, li faceva morire i nemici, non li torturava per una vita.
E non c'è peggior schiavo di chi, da servo, accondiscende ubbidiente a tutto.
Gianni Bonafè